L’ospite, Lalla Romano

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Non sapevo che questo libro trattasse del rapporto tra una nonna (d’eccezione) e il nipotino di pochi mesi, e mi sono ritrovata in alcune cose che ha scritto, visto che ora sono anche io alle prese con Leonardo, di 21 giorni oggi.

“Non potevo più né leggere, né scrivere, né, di notte, dormire”

“E poi c’era, adesso, quella sorda sofferenza, o smarrimento, e n senso di prigionia, di soffocamento, per la mutilazione: per essermi tagliata fuori dalla mia stessa vita”

“Quando era appena nato mio figlio – avevo partorito in casa – venne a trovarmi il nostro amico Turin. L’uomo più libero del mondo disse:

– Povere donne, questa cosa vi esclude dalla vita intellettuale.

Immediatamente pensai: non me. Ho ingoiato – e alla fine ignorato – certe ironie, certe sufficienze. E non ho mai ceduto al ricatto.”

“(…) Ora che non viaggio più in treno e se mai non in seconda, e perciò non incontro più persone interessanti”.

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