La seconda nascita, Filiberto Battistin

Il 99,9% del libro è un bel dono alla memoria del padre: parti personali che pullulano di esclamazioni e domande, amore e indignazione; e parti storiche, con un linguaggio più “obiettivo” e citazioni di fonti. E qua non ci piove.

Lo 0,1% del libro mi ha fatto girare le scatole e ora mi devo sfogare. Ecco il passaggio: “A differenza di quanto sostiene la saggezza popolare, ‘sentimentali’, per lo più, sono gli uomini e non le donne – nel senso di capaci di provare elevati sentimenti! -. Le donne sono troppo legate alla bella pesantezza del loro corpo: per questo non amano ‘volare’, o volano solo quando l’amore verso un uomo fa loro crescere le ali. Per i veri uomini, l’amore per una donna non è mai il loro amore ‘più grande’: i migliori amano sopra ogni altra cosa la sapienza, e poiché sapienti sono gli uomini e non le donne, l’amore più grande dei migliori è rivolto verso gli uomini sapienti! Per onestà intellettuale non deve sfuggire comunque che io sono di parte visto che sono un uomo!”

Dunque noi donne non proveremmo sentimenti elevati? Solo bassi o superficiali?

Siamo legate alla “bella pesantezza” del nostro corpo anche quando siamo deformate dal grasso e dalle vene varicose, sfregiate dalle rughe o dai vizi, quando non ci depiliamo e abbiamo le gambe a parentesi circonflessa? E non ditemi che non esistono donne di questo genere, basta guardarsi attorno e contare quelle decenti: se alle donne brutte togliete anche i sentimenti elevati e la possibilità di accedere alla sapienza, cosa resta loro? Che genere di donna ha in mente Battistin quando dice una cosa del genere? Ha considerato la “pesantezza” dell’educazione a cui siamo sottoposte fin dalla nascita? Ieri pomeriggio ero dal pediatra. In sala d’aspetto i due bambini maschi si alzavano e camminavano, guardavano, toccavano. L’unica bambina femmina, circa 7 anni, era in braccio alla madre che sfogliava una rivista di moda infantile… questo è solo un esempio.

Oppure Battistin ritiene che la donna, in quanto tale, è bella in sé. E non potrebbe essere allora la stessa cosa per i maschi?

Così noi non “amiamo” volare o lo facciamo solo in relazione all’amore per un uomo… manca solo di aggiungere “o per un figlio”, perché quello sta bene dappertutto come il prezzemolo, quando si parla di donne.

Perché mi si nega l’accesso, non dico alla sapienza, ma alla strada che conduce alla sapienza, per il solo fatto di essere nata con i cromosomi completi? È l’immagine iniziale che Virginia Woolf usa ne “Una stanza tutta per sé”, quando le impediscono di passeggiare per i giardini dell’università. Una Virginia Woolf non ha sentimenti elevati? Una Oriana Fallaci? Una Sei Shonagon? Allora quando Mancuso vede nel sesso la seconda catena alla libertà, mi tocca dargli ragione, a patto di intenderla come genere femminile!

La stragrande maggioranza dei libri della mia biblioteca sono di autori maschi e quasi tutti i grandi pensatori di ogni epoca sono maschi. Per forza, non devono dedicarsi alla famiglia, loro, ma fin da piccoli li EDUCANO a lottare, leggere, pensare! Con un’educazione del genere mi tocca dare ragione pure a Nietzsche, quando dice che le donne non sono capaci di amicizia: se l’educazione è superficiale, possono dialogare solo di argomenti superficiali, e se ce n’è una che si fa il deretano per cercare di uscire d questa situazione, poi non trova donne nello stesse condizioni con cui stringere amicizia: in entrambi i casi, solo rapporti fatti di ricette e ninnoli.

Come si può parlare del “sentire” di un’intera categoria di persone? Ha ragione la Beauvoir a chiedersi se la donna esiste davvero o se il risultato di una costruzione. Perfino per gli omosessuali ho il dubbio che non capiscano le donne e che si approprino di sentimenti che hanno “interpretato”. Vivo ogni giorno sulla mia pelle questa attribuzione di sentimenti “da donna” e ora, pure “da madre”.

Si possono leggere tutte le teorie filosofiche che parlano di donne e, come succede per la virtù (…o il male), non comprendere comunque metà del genere umano.

Ma io sono di parte, visto che sono una donna!

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