La scomparsa dei fatti, Marco Travaglio

Sono talmente tante le bufale riportate in questo libro che non posso citarle tutte. E tutte all’insaputa dell’italiano medio che un po’ è ignorante di suo e un po’ lo rendono ignoranti quelli che invece dovrebbero dargli le informazioni.

Tante cose vengono taciute, così ce le dimentichiamo. Per esempio, Sofri… è il mandante del delitto Calabresi, però oggi tutti se lo litigano come opinionista. Ho scoperto pure che è il suocero di Daria Bignardi. Altri fatti sono descritti con terminologie scorrette: è falso dire che Andreotti è stato scagionato dall’accusa di rapporti con la mafia, perché i fatti sono stati accertati da una corte, solo che la corte non ha potuto condannarlo per prescrizione (grazie a una legge uscita ad hoc per favorire la prescrizione stessa).

Intercettazioni: i giornali invece di discutere il contenuto delle intercettazioni, che magari dimostrano come altissime cariche di governo siano inciuciate con mafiosi ed affaristi, ma discutono sulle intercettazioni stesse, se colpiscono la privacy o no.

Vi ricordate la microspia che Berlusconi aveva annunciato di aver trovato in casa sua in una conferenza stampa da lui espressamente indetta per proclamare la minaccia alla democrazia che i giudici stavano portando avanti? Aveva garantito che era funzionante. Grandi titoli per questa scoperta del povero Berlusconi. Poi, però, chi ha pubblicato la notizia secondo la quale la procura di Roma aveva appurato che la microspia era un ferrovecchio, non funzionante, e che a piazzarla in casa Berlusconi era stato un amico del capo della sicurezza di Berlusconi stesso? Boh…

Giornalisti che non pubblicano le notizie di cui vengono a conoscenza per non indispettire “qualcuno”, ordine dei giornalisti che punisce chi dice il vero e non si pronuncia su chi mette in onda balle spaziali senza poi smentirle quando vengono smontate da documenti ufficiali.

Altra chicca: il Patto con gli Italiani che Berlusconi aveva esposto in cinque punti nel 2001 da Vespa, proclamando che “nel caso in cui al termine dei 5 anni di governo almeno quattro su cinque di questi traguardi non fossero stati raggiunti, Silvio Berlusconi si impegna formalmente a non ripresentare la propria candidatura alle successive elezioni politiche”. Mi risulta che nessuno di quei cinque punti sia stato raggiunto…

Come dice Travaglio: meglio l’assenza di informazioni che le informazioni parziali o false. Informare chi non sa nulla di un fatto è più facile che informare chi già lo conosce falsificato o manipolato. In questo caso prima bisogna convincerlo che è stato preso in giro (e faglielo ammettere, se ci riesci!) e poi, e solo poi, si può dargli la notizia vera.

In una sfera più piccola, e uscendo parzialmente dai binari della politica, ma rimanendo in quelli del giornalismo da poco o addirittura dannoso: due sabati fa un amico di famiglia è caduto da una scala a pioli di 3 metri battendo la testa. Ha perso i sensi e lo hanno portato all’ospedale di Mestre con l’elicottero. Il giorno dopo era a casa che giocava e scherzava con la famiglia.

Un miracolo. Forse.

Di sicuro è un miracolo che non sia venuto un infarto a un suo zio che il giorno dopo si trovava a Bologna e che ha letto dell’incidente sul Gazzettino: l’articolo diceva che il ragazzo era stato intubato, che era in coma e che aveva scarse possibilità di cavarsela (articolo NON firmato). Tutte balle, per fortuna. Ma uno si chiede: ma che cazzo scrivono?

Solo che questa notizia si può verificare con una telefonata alla famiglia. Come fai invece a verificare la veridicità di una notizia che riguarda il vicinale o Nassirya? I modi ci sono, ma bisogna darsi da fare, cercare, leggere, confrontare, scartabellare… non aspettatevi che la verità vi cada in poltrona mentre guardate la TV. Ci stanno facendo fessi e noi glielo glielo lasciamo fare.

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