Follia – Col corpo capisco, David Grossman

Anche qui sfumature a nastro sui sentimenti, sulle sensazioni e su ogni lievissima espressione corporale. Il primo racconto, o romanzo breve che dir si voglia, non mi è piaciuto: la fabula la trovo poco verosimile, come in LA CHIAVE di Tanizaki Junichiro, un marito si compiace nel contemplare il tradimento della moglie; ci sono varie differenze, non ultima, il fatto che nel libro del giapponese è addirittura il marito a spingere la moglie nelle braccia dell’altro, mentre nel libro di Grossman, resto col dubbio se questo amante esiste, o se si tratta di dieci anni di fisime del marito. Racconto molto sensuale, pur sfiorando senza toccare mai direttamente l’atto sessuale.

Il secondo racconto mi è piaciuto di più. Saranno stati gli elementi più familiari (lo yoga, la giovane aspirante scrittrice, il rapporto conflittuale madre-figlia che si ritrovano al capezzale della prima, malata terminale, il legame che si crea tra la donna e un ragazzo problematico).

Ad ogni modo, Grossman non lo trovo uno scrittore facile: scrive benissimo, certo, ha delle metafore azzeccate, seppur fantasiose, ma richiede una concentrazione completa e costante.

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