Errata, George Steiner

Quando si mette a parlare di Shakespeare, di Racine, dell’Iliade e dell’Odissea, ammetto la mia incapacità di approfondimento, mi mancano le basi. Però lasciatemi riportare qualcosina.

Sta parlando delle università come luogo di incontro tra i giovani e menti eccelse: “Quando un giovane è stato esposto al virus dell’assoluto, quando ha visto, udito, “odorato” la febbre di coloro che sono alla ricerca della verità disinteressata, gliene rimarrà come un riverbero. Per il resto della loro carriera e della loro vita privata, magari del tutto normali, prive di distinzione, queste persone possederanno una PROTEZIONE CONTRO IL VUOTO”.

Purtroppo, non so quante di queste menti eccelse possano ancora restare a contatto con i giovani nelle nostre università (che comunque sono troppo sovraffollate per permettere questo genere di “vicinanza, osmosi”). Sono convinta però che la frequentazione di persone stra-ordinarie sia la base per l’automiglioramento. E chi non ha nessuno… sottomano? Una risposta che mi viene in mente: ci sono i libri. Scritti da menti eccelse. Però, attenzione nella scelta. Bisogna stare attenti alla pubblicità.

Altro passo: “La semplificazione, il livellamento e l’annacquamento che prevalgono oggi nell’educazione, tranne in rarissimi casi privilegiati, sono CRIMINALI. Si tratta di disprezzo per le nostre capacità latenti. Le crociate contro il cosiddetto elitismo nascondono una condiscendenza volgare: verso tutti coloro che vengono a priori giudicati incapaci di miglioramento”.

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