Confessione della moglie di un project manager Inglass

Sacerdote: Da quanto tempo figliola?

Moglie: Vuole dire, da quanto tempo non mi confesso? Più o meno, da quando ho conosciuto il mio attuale marito.

Sacerdote: E come mai? È ateo?

Moglie: No, è che ha cercato di convertirmi alla fede “Inglass”…

Sacerdote: Inglass? E che setta è mai codesta? Non sarà una di quelle correnti orientaleggianti e panteistiche, spero.

Moglie: Orientaleggiante non direi, anche se hanno una sede in Cina… ma non sono qui per confessarmi, Padre. Ho bisogno di un consiglio.

Sacerdote: Dimmi pure, figliola.

Moglie: Sono preoccupata per il nostro matrimonio. Mio marito lavora troppo e mi trascura.

Sacerdote: Hai provato a parlarne con lui?

Moglie: E come? Sta sempre in ufficio.

Sacerdote: Ma non può stare 24 ore al giorno in ufficio, verrà pure a casa prima o poi.

Moglie: Sì, ma quando torna a casa, è come se non ci fosse. Gira per le stanze con lo sguardo vacuo e gli occhi arrossati, impreca contro colleghi assenti che lui vede solo nella sua testa, farfuglia parole strane – Salazar, coito… ops, scusi, Padre! -. Non abbiamo più dialogo. Quando non farfuglia, usa un linguaggio incomprensibile: massa critica, budget, full costing, … non ci capiamo più. Ora ha pure ricominciato a studiare: si è comprato quaderni, penne, cartella e astuccio, e quando è a casa sta chino sul tavolo, capelli in preda al delirio, si dimentica di bere e mangiare, passa le notti a ripetere calcoli e a disegnare organigrammi. Con tutto il tempo che sta seduto a lavorare e a studiare, ormai gli sono venute le piaghe da decubito.

Sacerdote: E tu convincilo a riposare di più…

Moglie: Inutile! Quando dorme sogna ancora lavoro. L’altra notte ha sognato l’amministratore delegato in canottiera che gli dava ordini. Un chiaro esempio di come il suo inconscio stia cercando di sdrammatizzare persone e situazioni troppo formalizzate.

Sacerdote: Questa interpretazione ve l’ha data lo psicanalista?

Moglie: No, l’ho letta su Grazia.

Sacerdote: Mmm. Non riuscite a inventarvi interessi comuni?

Moglie: Purtroppo no. Lui è troppo impegnato col lavoro, e io con la casa. Sa, a causa del caro vita, abbiamo dovuto risparmiare su alcuni elettrodomestici: i pavimenti me li devo passare in ginocchio, i panni li devo lavare a mano… per fortuna che il fiume non è lontano. Pasta, candele e sapone fatti in casa ci permettono di risparmiare, ma tutto questo richiede tempo. E quando li compiamo, gli atti impuri??

Sacerdote: Figliola! Stiamo parlando del Sacro Sacramento del Matrimonio!

Moglie: Chiedo perdono, Padre. È che a stare sempre da sola mi girano certi dubbi per la testa… per esempio: ha un sacco di colleghe che vanno in maternità!

Sacerdote: Il sospetto non è una bella cosa, bisogna avere fiducia nel proprio marito…

Moglie: Ha ragione, ha ragione… comunque, so solo che se non fosse per l’ama…

Sacerdote: L’amà?!?

Moglie: L’ama… la madre! Se non fosse per sua madre che viene a farmi compagnia ogni tanto, io mi sentirei ancora più sola!

Sacerdote: Eh, le mamme, sono una gran cosa. Ad ogni modo, il consiglio che mi sento di darti, è di donare le tue pene. Considerale una specie di fioretto che fa tanto bene all’anima tua. Ci siamo intesi?

Moglie: Ehm… Sì, grazie Padre. Grazie tante, davvero non avrei saputo come cavarmela senza questo suo consiglio… Ora devo andare. La saluto.

Sacerdote: Dio ti benedica, figliola.

Moglie: Padre?

Sacerdote: Che c’è ancora, figliola?

Moglie: Posso pubblicare questa confessione sul giornalino dell’azienda di mio marito?

Sacerdote: Come??? Ma la confessione è segreta…

Moglie: Per Lei, non per me, sbaglio? E poi, gliel’ho detto fin dall’inizio che questa non era una confessione, avevo solo bisogno di un consiglio.

Sacerdote: Ecco… in un certo qual modo… Sì, è come dici tu… ma perché vuoi pubblicare questo nostro breve colloquio?

Moglie: Perché nutro la speranza che i capi di mio marito lo leggano. Le alternative sono due: o gli tolgono un po’ di lavoro, o lo licenziano. In entrambi i casi, passerà un po’ più di tempo con me…

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