L’ombra delle colline, Giovanni Arpino

imageStefano intraprende un viaggio lungo mezza Italia per andare a trovare suo padre, dopo anni di lontananza, non solo fisica. E durante questo viaggio ritorna con la memoria agli anni passati, soprattutto quelli attorno all’8 settembre, quando, in un impeto di rivolta, giovanissimo si era arruolato e poi, dopo la confusione dell’armistizio, si era aggregato ai partigiani insieme all’amico di sempre, Francesco. Stefano lungo questo viaggio affronta le sue nevrosi, legatissime alla figura del padre, militare convinto (più militare che fascista). Alla fine del libro, dopo aver incontrato quella persona che, pur nell’assenza, gli aveva condizionato così tanto la vita e le scelte, si accorge che la colpa non era del colonnello, ma di un senso di sfiducia e delusione generali che avevano preso sia lui che l’amico Francesco, che tutti i vecchi amici della banda. Mi piace come scrive Arpino. Un solo neo: la figura di Lu, la ragazza di Stefano, che viaggia con lui e che risente ancora della sua scelta di aver abortito anni prima. Troppo remissiva.

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