Figure di donne, Lou Andreas-Salomé

Questo libro analizza sei personaggi femminili tratti da drammi di Ibsen. La Salomè è entrata nelle loro psicologie come se si trattasse di persone in carne ed ossa, intimi amici di cui ha seguito da vicino le vicende e, allo stesso tempo, è riuscita a trarne linee generali di comportamento che ritroviamo in noi stesse. Penso che ogni donna possa rispecchiarsi in uno o più degli aspetti analizzati dalla Salomè.
Bellissima la favola iniziale che vale da introduzione ma potrebbe vivere di vita propria. Attraverso i sei drammi, si ritrova l’evoluzione delle coscienze delle “anitre selvatiche” rinchiuse nella soffitta, la lotta tra ideale e reale, la conciliazione tra i due opposti.
Il primo passaggio è incarnato dal rapporto tra Nora e il signor Alving, un rapporto d’amore travisato che deve evolvere e superare lo stadio della vita da “casa di bambola” per giungere alla Verità.
La Salomè non suggerisce soluzioni a livello di emancipazione sociale ed economica per la donna, ma si affida a una libertà interiore che può concretizzarsi solo in un sacrificio di qualche tipo. Non è la natura selvaggia di una Rebekka che può renderla libera se lei non ha il dominio su se stessa, ed infatti Rebekka soccombe. Ellida, in questa carrellata di figure, corregge i difetti di Rebekka, ma deve lottare contro la sua eccessiva immaginazione e la sua tendenza a ripiegarsi su se stessa. Può farlo solo individuando negli altri una vera e propria missione. Bolette: anche lei cerca la libertà, ma va a cercarla nel vincolo… del matrimonio!
Hedda: vuole la libertà ma non accetta le responsabilità che ne deriverebbero perchè manca di coraggio (ecco che ritorna il mio Fromm con “Fuga dalla libertà”!) e si rifugia nelle forme, nell’educazione e nella meschinità.
Il pensiero di fondo che fa da filo conduttore ai drammi è “l’idea che i vincoli, gli obblighi e i limiti indeboliscono e sfibrano la forza, quando ne impediscono il libero sviluppo, ma che anche l’anelito alla libertà porta alla malattia e alla paralisi, se si ferma alla negazione, senza ricavare da sè nuovi doveri e una volontaria responsabilità”. Femminismo, qui? Io parlerei di umanesimo!
Un’ultima citazione: “Che cos’è dunque quest’unica cosa necessaria che costituisce il fondamento di un vero matrimonio? E’ la Verità e la Libertà”.

Leave a comment

Filed under Libri & C.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s