Vito Mancuso alla libreria Moderna, S. Donà di Piave (ve)

Libreria zeppa, per il teologo più conosciuto d’Italia. Dopo aver letto i suoi libri, posso affermare che l’incontro in sè non ha rivelato nulla di nuovo rispetto alle sue idee base, il tempo non era molto, ma riassumo qui i punti toccati:
– Le domande ci saranno sempre. Ma cosa definisce l’uomo: il far domande o il dare risposte che non si potranno MAI dare? Lo scopo di Mancuso è quello di intrecciare i due fili che guidano la nostra vita, il filo terrestre (vita quotidiana) e il filo celeste (il sacro, l’ideale, l’arte…). Al momento attuale, i due fili sono intrecciati male, per-plexi.
– Gli scandali nella Chiesa ci sono SEMPRE stati. La crisi dell’istituzione oggi non è dunque dovuta ai problemi finanziari del papato & C. ma all’incapacità della Chiesa di rispondere con la dottrina alle domande in materia morale, sessuale, bioetica… Inutile fare i puristi, la purezza assoluta non esiste, anzi: ogni volta che l’ideale della purezza è stato perseguito da istituzioni o stati, si è arrivati a soluzioni cruente (v. totalitarismi).
– Secondo Mancuso l’istituzione fa preservata, è lontano da posizioni anarchiche. Resta cattolico, ma non si possono negare le critiche propositive, come si cerca sempre di fare in Italia, dove non siamo abituati a una teologia matura (paresia).
– Lui è un teologo teoretico, non spirituale (ha citato un certo Andrea Schnoeller, frate cappuccino, come esempio dell’ultima figura).
– Ripetendo che non ci sono risposte definitive all’esistenza o meno di Dio, ha citato scienziati della teoria secondo cui la vita è una pura casualità (v. Jacques Monod, “Il caso e la necessità”), e altri secondo cui esiste un principio ordinatore (mi ricorda lo Zeus che vince contro il Caos).

Il moderatore dell’incontro era Fabrizio Cibin, giornalista del Gazzettino (al quale ho dovuto espressamente chiedere di qualificarsi mentre se ne andava, altrimenti restavo ancora a chiedermi chi era… viziaccio in ogni presentazione a cui vado: i moderatori non si presentano).

Dunque, considerando che i contenuti non erano una novità per chi ha letto Mancuso, incontri del genere sono sempre stimolanti. Senza tacere del signore anziano che si è presentato con una pagina protocollo di domanda. Ha iniziato a leggere dopo essersi appropriato del microfono, leggendo estratti del libro, dettando siti internet (specificando che il nome andava scritto in minuscolo e tutto attaccato!), precisando il numero delle pagine da cui prendeva gli estratti, e perchè era contrario o a favore di quello che aveva letto… Non solo: aveva lasciato in cassa un foglio “per chi fosse stato interessato” sull’argomento che stava esponendo. Ovviamente il moderatore si è trovato in difficoltà: brancolava tra l’educazione e l’imbarazzo, ma a un certo punto si è fatto vivo il pubblico: siamo quasi arrivati ai fischi.
Compassione, signori! Avrà avuto settant’anni, si è letto cinquecento pagine di un saggio di teologia e voleva… partecipare! Non mi sembra un delitto tale da meritarsi il ridicolo di fischi e risatine alle spalle.

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