Intervista alla scrittrice Caterina Saracino

Ecco il libro di una brava scrittrice esordiente. Ecco la mia recensione qui: http://www.sololibri.net/Grigio-Caterina-Saracino.html ma nel frattempo, ringraziando Caterina per la sua disponibilità, eccovi un’intervista, sperando di leggere il suo prossimo romanzo!!

– Quando hai iniziato a scrivere?

Adoro scrivere sin dalle scuole elementari; quando l’insegnante ci assegnava dei temi o dei “vissuti” ero sempre al settimo cielo! La mia passione per la scrittura quindi è iniziata presto, ma devo dire che ho cominciato a scrivere “seriamente” intorno ai sedici anni. Racconti, fumetti, anche un piccolo romanzo, che conservo gelosamente e che non ho fatto leggere a nessuno.

– Quali sono stati i tuoi primi passi nel mondo dell’editoria dopo aver scritto i tuoi libri?

All’inizio non ero molto propensa alla pubblicazione dei miei scritti, li consideravo qualcosa di troppo personale, intimo, a malapena li facevo leggere alla mia famiglia. E’ stato grazie a un master di scrittura, dove si leggeva e si condivideva ogni lavoro, che ho capito quanto è importante il confronto, l’apertura agli altri. Così ho cominciato a proporre i miei racconti, e poi i due romanzi. Dopo un editing accurato, ho inviato i miei lavori a piccole case editrici, finchè non ho ricevuto proposte allettanti. “Grigio” è stato pubblicato dalla Edizioni Eiffel, una casa editrice molto combattiva, che crede fortemente negli autori che pubblica.

– Trovi utile partecipare ai concorsi letterari?

Devo essere sincera, ho partecipato molto di rado a concorsi letterari, un po’ perché non ci credo, un po’ perché non amo questo tipo di competizione: la scrittura è qualcosa di troppo intimo e soggettivo per essere giudicato.

– Cosa ne pensi delle riviste letterarie? Vorresti consigliarne qualcuna?

Mi piacciono le riviste che danno spazio agli esordienti, ai giovani scrittori, a coloro che fanno fatica ad emergere perché spesso non gliene viene offerta l’opportunità. Ma piuttosto che delle riviste, preferisco consigliare di partecipare alle presentazioni: incontrare l’autore, ascoltarlo parlare e leggere ciò che ha scritto è molto più utile di una recensione.

– Si dice che Simenon scegliesse i nomi dall’elenco del telefono. I nomi dei tuoi personaggi femminili, Morgana, Giada, Nives, Iris, sono molto suggestivi: dobbiamo dedurne che non provengono dall’elenco del telefono?

Confesso che nella vita quotidiana non sono molto pignola, ma quando si tratta dei miei romanzi lo divento, e sono molto attenta a curare i particolari, a seminare “indizi”. I nomi che scelgo per i miei personaggi non sono mai casuali: dietro ogni nome c’è una piccola storia, un’ispirazione, e talvolta i nomi sono collegati ad una mia immagine mentale del personaggio. In “Grigio” i nomi richiamano spesso dei colori: Nives, Bianca, Giada, Neri… Sta al lettore scoprire perché.

– Quanto tempo hai impiegato a scrivere “Grigio” e come si svolgeva la tua giornata?

Tra la prima stesura e l’editing finale è trascorso oltre un anno e mezzo. Volevo che tutto fosse esattamente come lo immaginavo, che i caratteri dei personaggi venissero fuori in modo “tridimensionale”, così come le situazioni – più che altro emozionali – in cui vivono. All’epoca lavoravo presso un’agenzia di comunicazione, mi alzavo prestissimo per raggiungere la città dove era situato il mio ufficio, rincasavo che era quasi ora di cena e vivevo in affitto, lontana dai miei affetti. Ma dopo cena mi prendevo tutto il tempo per scrivere (l’atmosfera notturna aiuta anche l’ispirazione). Nei giorni liberi prendevo appunti in un parco, e a volte mi alzavo all’alba, con i sogni ancora “freschi” nella testa…

– Alcuni corsi di scrittura consigliano di prepararsi degli schemi della vicenda o, almeno, dei personaggi: tu lo hai fatto o hai scritto di getto?

Non saprei dare una risposta univoca a questa domanda, perché dipende molto dal tipo di storia che si intende scrivere. Io preparo uno schema basilare, inserendo solo i punti principali, e poi scrivo di getto. Naturalmente tutto cambia se si ha intenzione di scrivere un thriller o un giallo: lì è fondamentale avere le idee ben chiare, esattamente come nelle sceneggiature. “Grigio” è un romanzo di narrativa, dove a farla da protagoniste sono le emozioni, più che gli eventi. Per cui mi sono data solo uno schema di base. I personaggi li sentivo così vivi dentro di me che non c’è stato bisogno di preparare delle schede particolareggiate: quando scrivevo di uno di loro, io diventavo quel personaggio.

– Quanta “Morgana” c’è in te?

Quasi niente. Quasi tutto. Io considero Morgana un personaggio con una vita propria, anche se – consciamente o meno – deve necessariamente aver attinto qualcosa da chi l’ha creato. Questo se parliamo di sentimenti ed emozioni. Se poi parliamo di vissuto, di “biografia”, allora ci “incontriamo” davvero pochissimo.

– Se tu fossi nata uomo, ci sarebbe mai stato un “Grigio”, e se sì, in cosa sarebbe stato diverso?

Domanda curiosa, ed altrettanto complessa. Una poetessa mi ha detto che “Grigio” potrebbe essere stato scritto da un uomo come da una donna, e che la forza del mio stile sta anche nell’essere “ibrido”. Non so se sia vero o meno, ma devo dire che quando ho scritto il mio primo romanzo, “Il giardino irraggiungibile”, mi sono calata nei panni di un uomo, perché preferivo guardare la storia dal suo punto di vista, e mi sono trovata comunque a mio agio. Ma “Grigio” è nato donna. Probabilmente se fossi nata uomo sarebbe stato un romanzo completamente diverso.

– Quali sono i tuoi “maestri”?

Considerare “maestri” gli scrittori che amo (e sono tanti, a cominciare da McEwan passando per Poe, Saramago, Calvino, Mazzantini, Jelinek) sarebbe come voler dire che io, da allieva, ho imparato qualcosa da loro, e non ho certo queste pretese. Posso solo dire che mi piace leggere le cose più diverse, farmi “contagiare” da ogni scrittore in cui mi imbatto grazie ad un libro, cogliere al volo le suggestioni.

– Promozione di “Grigio”: in percentuale, si riesce a capire quanto è utile il web e quanto è utile la rete delle conoscenze face-to-face?

Internet è uno strumento straordinario per ampliare la propria rete di conoscenze, anche se le presentazioni e gli incontri faccia a faccia danno risultati più immediati. Durante la mezz’ora o poco più di presentazione hai due possibilità: conquistare il pubblico (che alla fine decide di “premiarti” acquistando il libro), oppure lasciarlo indifferente. Sul web, invece, hai molte più opportunità (e tempo) di farti “scoprire”: recensioni, piccoli estratti, commenti dei lettori, booktrailer, ma alcuni utenti, pur affascinati dal romanzo, sono ancora restii ad acquistare online, anche se è un metodo sicurissimo. Quindi direi che il web e la rete di conoscenze face to face sono parimenti importanti: 50 e 50!

– “Grigio” è, appunto, in gran parte grigio ma anche i personaggi si evolvono pagina dopo pagina. Pensi che questa evoluzione sia verosimile?

Ne sono fermamente convinta. L’essere umano, per fortuna, evolve, non è mai uguale a se stesso, e sono le emozioni e gli avvenimenti, ineluttabili o meno, a farci cambiare o a darci la forza per guardare la vita in un modo differente. Il fatto che la maggioranza delle persone che hanno letto “Grigio” si sia commossa, mi fa pensare di essere riuscita a rendere credibile la storia di questi personaggi, tanto da suscitare emozioni autentiche. Mi auguro che sia davvero così!

– Pensi che ti attiverai per far tradurre “Grigio” in altre lingue?

Sarebbe un sogno. Il mio editore ci tiene moltissimo, vedremo quello che si potrà fare.

– Un consiglio da NON seguire per gli scrittori esordienti?

Non me la sento di dare consigli perché io stessa mi considero ancora un’esordiente. Posso solo suggerire di diffidare da quegli editori che promettono mari e monti, distribuzioni capillari e addirittura film dal tuo romanzo: pubblicare un libro non è un punto d’arrivo ma un punto di partenza. Dopodiché ogni piccolo risultato va sudato e conquistato, perché questo è un settore iper-inflazionato, e le piccole case editrici hanno vita difficile. Ma bisogna farsi forza ed essere sempre pronti a migliorarsi!

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