Le cortigiane nell’Italia del Rinascimento (Paul Larivaille)

La sera convenuta, mentre il pretendente e la madre della Nanna si gustano ricche libagioni, quest’ultima, comportandosi da brava ragazza di buona famiglia, assaggia appena qualche bocconcino, beve appena un mezzo bicchiere di vino annacquato e resta sempre immersa nel più assoluto silenzio. Al momento di coricarsi, l’uomo si spoglia con la velocità di unlampo, pronuncia confusamnete paroline dolci e promesse mirabolanti, e infine, stanco dell’eccessivo pudore della sua compagna, le strappa le vesti di dosso. Dopo mille rimostranze, la Nanna si decide alfine a sdraiarsi al suo fiano, e l’uomo si precipita su di lei, febbrilmente la ricopre di baci e di carezze. Ma invano. Comunque egli agisca, che si arrabbi, si calmi, la vezzeggi o la minacci, non riuscirà a raggiungere il suo scopo, e l’alba lo troverà affacciato alla finestra, intento a guardare il Tevere che scorre, “con un viso amaro che parea un giuocatore che avesse perduto i denari e il sonno”.

Leave a comment

Filed under Libri & C.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s