Gli inizi della scrittrice americana Zoe Marriot

(…) Nessuno dei miei genitori era scrittore (sebbene entrambi amassero scrivere e raccontare storie quando erano più giovani). Ma entrambi amavano la lettura e mi incoraggiavano a scrivere quello che volevo. Leggevano le mie storie e le lodavano, cosa che mi dava la fiducia necessaria per continuare. Mi compravano anche tutti i libri che volevo. Mentre trascorrevano gli anni, alcuni insegnanti si accorsero del mio bisogno di scrivere e mi dissero che pensavano che io avessi un dono (sebbene alcuni pensassero che ‘raccontare storie’ era una perdita di tempo e che dovevo smettere di sognare e scendere sulla terra. Li ignorai e così dovreste fare anche voi).

Nell’adolescenza decisi che era ora di cominciare a far sul serio con la scrittura. Essendo una lettrice, iniziai a fare le mie ricerche rastrellando tutti i libri che potevo trovare in biblioteca sulla scrittura e sulla pubblicazione. Alla fine di questo processo era un po’ depressa (tutti i libri sottolineavano per arrivare alla pubblicazione era estremamente difficile e che ci potevano volere anni) ma anche molto più saggia. Siccome in quel periodo leggevo molto Point Horror, decisi che era quello che volevo scrivere. Durò circa un anno, credo. Non riuscii a finire. Poi iniziai a leggere libri per adulti – Mills and Boon and Harlequin. Aha, pensai. Questo è quello che voglio scrivere. Questo durò due o tre anni. Di nuovo, nessun successo. Finii un libro ma fu rifiutato da Mills and Boon, e già a quell tempo non ero più sicura di voler ancora scrivere quella roba. E per quanto riguardava i thriller e i gialli? Iniziai. Arrivai a metà strada e mi impantanai. E rimasi impantanata per circa tre anni provando tra un genere e l’altro senza mai sentirmi davvero appassionata. In questo periodo scrissi dozzine di poesie e vinsi molti concorsi ma per quanto mi piacesse la poesia, sapevo che non era quello che volevo fare sul serio. Ero una scrittrice con troppe idee – senza una passione. Dovevo trovare la Passione.

La Passione mi colpì quando avevo 18 anni, e un’altra volta furono I libri che mi mostrarono la strada. Mia sorella aveva appena avuto il suo primo figlio e volevo comprare un regalo al mio primo nipotino – così decisi che le avrei comprato alcuni libri che mi sarebbe piaciuto avere quand’ero bambina. Avevo bene in mente una scrittrice chiamata Tamora Pierce, così su internet cercai alcuni dei suoi libri. Ordinai la quadrilogia ‘’The Song of the Lioness’, programmando di metterli sulla libreria della nuova nursery.

Ma quando il libro arrivò ero in congedo annuale dal lavoro, era una bella giornata e mi annoiavo. Così, sebbene non mi fossi mai degnata di guardare un libro da bambina quand’ero piccola, ne presi uno e me lo portai in giardino per leggerlo.

Fu come andare a sbattere all’improvviso contro un vecchio e caro amico. Qualcuno che non vedevo da anni, qualcuno che mi era mancato per anni senza che me ne accorgessi. Il mio vecchio amico mi abbracci, e seppi che era la Passione. Avrei scritto libri così – fiction per young adults. Fantasy per young adults. Era così ovvio che mi chiesi come mai non me ne ero accorta prima. Da allora non fu solo strada in discesa. Iniziai e abbandonai diversi progetti per YA e molti furono rifiutati (…). Ma poi mi ricordai qualcosa – un’altra vecchia amica, una storia che era stata molto speciale per me quando ero giovane. La storia del brutto anatroccolo, di Hans Christian Andersen. Avevo promesso a me stessa che avrei riscritto quella storia – la mia versione – da grande, e non avevo mai completamente dimenticato quella promessa. Ma non ero sicuro di come avrei dovuto farlo o della forma che la mia versione doveva assumere. Ora lo potevo vedere. Il Brutto Anatroccolo sarebbe stato un libro perfetto per teenagers. Iniziai a lavorare nell’agosto del 2003 e lo finii nell’agosto del 2004. Sottoposi il manoscritto alla Walker Books lo stesso mese e fui invitata a Londra per parlarne con l’editore nel novembre 2004 – e ottenni il mio primo contratto di pubblicazione per The Swan Kingdom nel febbraio 2005.

Ora – per rispondere a una domanda che salta fuori spesso. Me la cavavo abbastanza bene a scuola, soprattutto nelle materie in cui dovevo scrivere delle tesine (in compenso ero pessima in matematica). Presi alcune A and e A*. Andai al college ma non mi piaceva molto. Quando lo lasciai, iniziai un lavoro come assistente alla poltrona e lo feci per poco meno di tre anni finché arrivai vicina alla pazzia. Poi riuscii a uscirne ed entrai nel servizio civile, che fu un bel miglioramento.

Non sono andata all’università e non ho nessun’altra qualifica. Non ci sono diplomi che ti insegnino come diventare scrittore. Lo studio è importante e guardando indietro penso di essere stata molto stupida a non andare all’università anche se solo per godermi l’esperienza di imparare. Se avessi avuto qualifiche migliori mi sarei inoltre risparmiata la miserabile esperienza da assistente alla poltrona sfruttata e sottopagata. Se avete la possibilità di studiare, fatelo e godetevela. Ma non aspettatevi che vi insegnino a diventare scrittori. Neanche i corsi di scrittura creativa che alcuni college tengono ora ve lo insegneranno (una volta ne frequentai uno e lo abbandonai dopo due lezioni, vergognandomi oltre ogni limite e non ci tornai più).

La cosa migliore che potete fare per arrivare a scrivere è leggere qualunque cosa sulla quale potete mettere le mani e farvi le vostre ricerche come ho fatto io (i libri sono in biblioteca – approfittatevene!), e scrivere, scrivere, scrivere. Anche se non finite mai quello che scrivete, o se quello che finite vi sembra terribile, continuate a scrivere. Questo è l’unico modo per diventare scrittori. Scrivete e amate la scrittura. È il miglior hobby e il miglior lavoro del mondo.

(tradotto da me, trovate l’originale qui: http://www.zoemarriott.com)

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