Sull’arroganza dei giovani

Da leggere saltando la parola “scrittore” o “romanziere”:
“L’arroganza dei giovani ha anche a che fare con il secolare idealismo degli insegnanti, che non fanno che insistere, non senza qualche giustificazione, sul fatto che la generazione precedente ha fallito e che la salvezza del mondo è nelle mani di quella nuova. Indipendentemente dalle ragioni che ha per farlo, il giovane – giovane romanziere – viene incoraggiato a sentirsi lui la speranza di vita, lui il Messia.
Non c’è niente di male in questa sensazione. E’ naturale (…) purtuttavia, di solito l’emozione adolescenziale non può creare la vera arte.
(…) Una delle grosse tentazioni del giovane scrittore è quella di credere che tutte le persone del quartiere in cui è cresciuto fossero degli stupidi e degli ipocriti che meritavano o di saltare in aria o di essere istruiti”. (Il mestiere dello scrittore, di John Gardner)

Gli altri giovani non so, ma io ho provato spesso questa sensazione di voler far saltare in aria certi adulti. E ora mi sto ricredendo. Non perché siano cambiati quegli adulti. Perché sono cambiata io.

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6 commenti

Archiviato in Libri & C.

6 risposte a “Sull’arroganza dei giovani

  1. beh, magari qualcuno, se fosse saltato per aria…
    Magari…
    che dici?
    No?

  2. la salvezza del mondo nelle mani di baricco o fabio volo preferisco morire

  3. No, sinceramente è una sensazione non mi è mai appartenuta. Ma capisco benissimo.
    http://allegriadinubifragi.wordpress.com/

  4. Ci vuole età, esperienza e umiltà per capire questi concetti elementari. Da giovani si guarda ai “vecchi” con compatimento, invece non sono sorpassati e da loro c’è tanto da imparare. Io diffido degli scrittori ragazzini, anche di quelli dei blog, ci sono persone di valore ignorate a vita, quando moriranno gli eredi ripuliranno i computer e se lo giocheranno ai dadi. Dopo di che li riempiranno di giochini coi quali perderanno il tempo fino ai prossimi novant’anni, se gli reggerà la mente informatica.
    È meglio che i giovani facciano gli allievi a lungo invece di pontificare perché di predicatori presuntuosi ce ne sono anche troppi sui pulpiti. Lo scrivo da cattolica praticante. E non sono giovani sventati, ma vecchi, adulti e vaccinati fossilizzati nei propri concetti mai maturati.

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