Non tutti, ovviamente, ma molti li odio, da tre anni a questa parte. Le ultime esperienze di questi due giorni non fanno che confermare la mia idiosincrasia.
Mio papà è stato ricoverato per un’embolia polmonare due giorni fa e lo hanno dimesso oggi dalla terapia intensiva.
Ieri mia sorella ha cercato di scambiare due parole con la dottoressa (stiamo parlando dell’ospedale di S. Donà di Piave). Risposta: “Domani, ora mi sto occupando di lettere di dimissioni”.
Sarò un’egocentrica vergognosa, ma da un lato vedo una famiglia con un genitore che è stato preso per i capelli e che ancora non è fuori pericolo. Dall’altro vedo una lettera di dimissioni (come quella che ho scritto io per seguire meglio mio figlio). Da un lato vedo il rischio di un evento che se capita è irreversibile. Dall’altro vedo un medico/infermiera che se ne va, e un altro medico o un’altra infermiera che arrivano.
Dunque… mi chiedo: un medico le conosce davvero le priorità?
Esempio di poche ore fa: finalmente riesco ad accostare la dottoressa e le chiedo qualche informazione. Capisco che devono fare ulteriori esami prima di esprimersi, ma nel momento in cui ti chiedo se ci sono possibilità che il polmone si ristabilisca, perché alzi gli occhi al cielo? E’ passata una cometa? Stava cadendo una stella cometa e volevi esprimere il desiderio che quella rompiballe che avevi davanti (tra l’altro, davanti al bancone della reception, perchè non ha fatto neanche il gesto di spostarsi in un posto più appartato) se ne vada fuori dai piedi? Altra cosa: io so cosa significa embolia massiva perché ieri notte mi sono fatta una cultura in materia di flebiti, trombosi emottisi ecc…, ma tu, che sei medico e che devi spiegarmi le cose, come puoi permetterti di usare un linguaggio così specifico davanti a chi non conosci e che ha bisogno di sapere cosa sta succedendo?
Ergo: una laurea in medicina non è sinonimo di intelligenza. (Ci sono le eccezioni, ma di quelle non mi lamento nel blog)
Diciamo che in generale nemmeno io amo molto i medici. Ho vissuto un’esperienza simile alla tua quando mio nonna è stata ricoverata per molto tempo in ospedale, e purtroppo non ne è più uscita. Ma a essere sincere non mi fidavo molto dei camici bianchi nemmeno prima.
Che vuoi che ti dica, io ho due ipotesi per spiegare questa diffusa idiozia tra i medici. O la laurea in medicina attira più imbecilli di molti altri corsi di studio, oppure sono i poveri laureandi che, una volta conseguito l’agognato diploma, vengono infestati dal morbo della superbia-fino-ai-limiti-della-stupidità.
Mi spiace per tuo padre, spero si rimetta presto.