Mi sono data alla letteratura di evasione, non disdegno narratori che scrivono libri-sceneggiati, soprattutto mentre allatto! Un paio di cosette più profonde del solito le ho trovate. Per esempio, la parte in cui un personaggio spiega come, attraverso la perdita della televisione, dei libri, delle amicizie, delle abitudini, si cominci ed erodere l’Io e il parallelismo con i profeti che si passavano le settimane nel deserto a meditare, tornandone con visioni e profezie.
Ma è interessante soprattutto la fine: i protagonisti si chiedono se l’uomo, dopo una epidemia che ha decimato la popolazione e lo scoppio di una bomba atomica, impareranno. Si rispondono: non lo so. Ebbene, andatevi un po’ a rileggere la fine de La Coscienza di Zeno…