Anche per questo libro, come per “Le onde”, ho avuto un periodo di sospensione di qualche mese, perché la lettura non proseguiva. Poi l’ho ripreso, ed effettivamente me lo sono gustato meglio. Sono proprio le prime cento pagine che bisogna superare, piene di chiacchiere superficiali e descrizioni che sembrano fine a se stesse: sembrano. In realtà è tutta una preparazione a quello che verrà dopo, per far risaltare meglio il contrasto tra verità epidermiche e verità interiori.
Impareggiabile nella pittura delle emozioni e negli alti e bassi umorali che coinvolgono i due protagonisti durante il periodo che precede il fidanzamento, quando Rachel e Terence sono ancora incerti circa i sentimenti che provano e che attribuiscono all’altro/a.
Alcune pagine sono così dense che non basta leggerle: bisogna rileggerle e copiarle.